Bombe contro la conferenza di Bonn

E’ difficile far scoppiare una bomba alla Conferenza di pace sull’Afghanistan in questi giorni a Bonn. E’ più semplice, a dispetto della supposta bolla di sicurezza che proteggerebbe il centro di Kabul, piazzarla quasi sotto le finestre del palazzo del presidente Karzai, com’è successo ieri. Un attentatore suicida s’è fatto esplodere davanti alla moschea Abul Fazal, uccidendo più di cinquanta fedeli sciiti riuniti per celebrare la festa islamica dell’Ashura.
24 AGO 20
Immagine di Bombe contro la conferenza di Bonn
E’ difficile far scoppiare una bomba alla Conferenza di pace sull’Afghanistan in questi giorni a Bonn. E’ più semplice, a dispetto della supposta bolla di sicurezza che proteggerebbe il centro di Kabul, piazzarla quasi sotto le finestre del palazzo del presidente Karzai, com’è successo ieri. Un attentatore suicida s’è fatto esplodere davanti alla moschea Abul Fazal, uccidendo più di cinquanta fedeli sciiti riuniti per celebrare la festa islamica dell’Ashura. Altri quattro afghani sono morti per uno scoppio fuori da una moschea più a nord, nella città di Mazar i Sharif, a dimostrare che c’era un piano coordinato contro gli sciiti in preghiera. E’ la prima volta che la violenza tra sunniti e sciiti torna in Afghanistan da quando il regime dei talebani è crollato. Prima, durante la lunga guerra civile negli anni Novanta, ci furono eccidi di massa contro la minoranza Hazara, gli sciiti dagli occhi a mandorla che sono il bersaglio naturale delle persecuzioni dei talebani appartenenti invece all’etnia pashtun. Non era però mai accaduto con un attentato suicida: è una cosa da Iraq, dove ieri al Qaida ha attaccato i fedeli sciiti facendo 34 morti.

Come in Iraq, anche in Afghanistan lo scopo è provocare la guerra civile. Come in Iraq, il traguardo della guerra è l’imposizione di un regime religioso autoritario e brutale, e non la fine dell’occupazione straniera, altrimenti che bisogno ci sarebbe di colpire con atti di terrorismo le moschee sciite? Ieri i talebani hanno rifiutato di riconoscere l’attentato come uno dei loro, in linea con quanto annunciato dal mullah Omar il mese scorso, che ha disposto che i civili afghani siano lasciati il più possibile fuori dai combattimenti. Le prime informazioni puntano in direzione di Lashkar e Janghvi, il gruppo pachistano dedito alla persecuzione violenta contro gli sciiti, uno dei tanti a disposizione dell’Isi, i servizi segreti pachistani. E il Pakistan è l’unico paese a boicottare la Conferenza di pace di Bonn. In Germania i delegati internazionali tentano di comporre un accordo per governare il paese in bilico tra le sue etnie anche dopo il 2014, anno d’inizio del ritiro americano. In Afghanistan un gruppo pachistano ravviva il fuoco settario con le bombe.